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R-esistenza. Inaugurata a Salerno la 12 Mostra Interculturale Saveriana

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R-ESISTENZA. E’ questo il titolo dall’eloquente sottotitolo-vivere, sopravvivere, convivere- della dodicesima Mostra Interculturale Saveriana inaugurata sabato 27 gennaio 2018 presso l’Istituto di via Fra Giacomo Acquaviva a Salerno, non a caso nella “Giornata della Memoria” in cui si ricordano le vittime dell’Olocausto, lo sterminio di oltre sei milioni di Ebrei a causa dell’odio nazista.

L’evento inaugurale è stato dedicato a Etty, il diminutivo di Esther Hillesum, una donna affascinante e piena di vita nata in Olanda il 15 gennaio del 1914, laureata in Giurisprudenza e morta ad Auschwitz il 7 settembre del 1943. Durante la sua prigionia nel campo di concentramento racconta la realtà che la circonda in otto quaderni che poi, presagendo la sua fine imminente, fa nascondere  a un’amica. Quei quaderni dopo anni di dimenticanza sono diventati un best-seller, tradotto in molte lingue. E’ proprio la scrittura, declinata in opere, canti, musica e poesie il filo rosso che lega tutti i personaggi presentati nella Mostra, voluta oltre che dai Padri Missionari anche dall’Associazione Laici Saveriani Ad Gentes-onlus con la collaborazione dell’Ufficio Migrantes e del Centro Missionario della Diocesi di Salerno-Campagna-Acerno, .

Lungo tutto il percorso ad arte il visitatore può osservare fogli bianchi scritti in bella grafia  che volano nell’aria pregna di storia e di energia emanata dalle storie incredibili delle vite dei personaggi presentati.

Preparata in circa due anni di ricerca svolta dai volontari è stata allestita in circa trenta giorni di intenso impegno svolto anche di notte, curata nei minimi particolari da Marta Chiaradonna,  architetto e direttrice artistica della mostra.

Sarà presentata come di consueto da esperte “guide” alle scolaresche in visita- dalle primarie ai licei-  per raccontare le testimonianze ad esempio di Albert Scwaithzer, teologo e musicista,  laureato in medicina a 38 anni con specializzazione in malattie tropicali per svolgere il suo operato in terra di missione e sostenerlo in Occidente con concerti e conferenze, premio Nobel nel 1953.

Tagore, il poeta bengalese colmo di fascino comunicativo, Nobel per la letteratura nel 1913. Rabindranāth drammaturgo, musicista e filosofo indiano (nato a Calcutta nel 1861 – morto a Śānti Niketan, Bolpur, 1941). Considerato una delle figure più rappresentative dell’India moderna, si fece portavoce di un messaggio di armonia universale che valica i confini tra razze e popoli. Tra le sue opere più note Gītāñjali (1912; trad. it. Gitanjali. Offerta di canti1914), e Śiśu (“Il bambino”, 1913).

Takua la fumettista tunisina che vive a Roma e racconta in strisce piene di humor la realtà quotidiana nei difficili rapporti degli immigrati in Italia.

Struggente poi la storia di Lia Tivoli di Roma. Aveva 13 anni quando il ghetto della capitale viene rastrellato dai tedeschi, morirà a Mauthausen nel 1945 ma continuerà a essere per tutto il tempo della sua breve vita la bambina sorridente ed educata che tutti hanno imparato ad amare e continueranno ad amare anche attraverso questa mostra.

 

 

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Scritto da su 31 gennaio 2018. Archviato in In evidenza, Mondo cattolico. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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