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Oggi la Chiesa salernitana fa memoria di San Felice martire, presbitero salernitano

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La Chiesa di Salerno-Campagna-Acerno fa memoria oggi primo febbraio di san Felice, presbitero salernitano martirizzato in odium fidei sotto la persecuzione di Diocleziano insieme ai santi Caio, Ante e Fortunato. 

Attualmente, la tomba dei Santi Martiri si trova al centro del presbiterio nell’abside centrale della cripta, nella Cattedrale di Salerno. Nel 1953, fu effettuata la ricognizione canonica e, dall’esame delle reliquie, emerse che uno dei martiri, probabilmente San Gaio, aveva pressappoco quindici anni quando fu martirizzato. All’apertura del sepolcro fu trovata anche l’urna di alabastro nella quale erano stati conservati i resti mortali di San Felice martire. Si narra che a scatenare la persecuzione ordinata dall’imperatore Diocleziano sarebbe stata l’audacia di Fortunato che pubblicamente aveva rifiutato di adorare Priapo. La conseguenza della condanna a morte per loro fu inevitabile. Essi la affrontarono coraggiosamente, perseverando nella fede fino al martirio. La leggenda narra che alcune aquile difesero i loro corpi dagli animali randagi fin quando i cristiani si occuparono di dar loro adeguata sepoltura sul luogo del martirio. Le loro spoglie sono oggi custodite nell’abside centrale della cripta del Duomo di Salerno, dove si trova anche la colonna di marmo sulla quale i santi salernitani furono decapitati.

Sul martirio in forma leggendaria ha scritto uno degli storici più importanti dell’XI secolo, l’arcivescovo Romualdo II Guarna (1153-1181). Il proconsole Leonzio fu colui che condannò alla decapitazione i salernitani, che si erano rifiutati di offrire un sacrificio a Priapo. La sentenza fu eseguita presso il fiume Lirini, l’attuale fiume Irno, dove fu eretta una chiesa in loro onore.

I martiri in seguito vennero eletti Patroni celesti della cittá di Salerno e dal 954 conpatroni dopo l’arrivo a Salerno delle spoglie mortali di san Matteo, apostolo ed evangelista.

L’ipotesi più accreditata è che vi sia stata la presenza dei cristiani in cittá dalla fine del III all’inizio del IV secolo. La testimonianza più antica, risalente al X secolo con il Chronicon Salernitanum (974 circa), fornisce dei riferimenti sul culto riservato a Salerno ai santi martiri e sulla costruzione di una cappella nella quale, almeno inizialmente, vennero custodite le reliquie.

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Scritto da su 1 Febbraio 2019. Archviato in Mondo cattolico. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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