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La “Ballata degli esclusi”: teatro, musica e diritti civili con Antonello De Rosa e Vladimir Luxuria

 Uno spettacolo per la difesa dei diritti civili. Accompagnato dal teatro e dalla musica, per dar voce a tutti coloro che in qualche modo non sono liberi di essere sé stessi. Stiamo parlando della “Ballata degli esclusi”, omaggio all’immenso Fabrizio De Andrè, affidato alle attente cure dell’attore e regista Antonello De Rosa e Vladimir Luxuria ed in programma sabato 10 agosto alle 21.15 a Salerno durante l’edizione 2019 del “Teatro dei Barbuti”. “Si tratta di canzoni attualissime – afferma Vladimir Luxuria – ed è bellissimo come la musica e le canzoni di Fabrizio De Andrè si possa dar voce soprattutto in questo momento a chi non ha voce. Penso agli ultimi, quelli che non hanno diritti, che vengono considerati borderline, quelli scomodi, troppo deboli per avere qualcuno che riesca a rappresentarli. De Andrè è riuscito sempre a farlo: parlando delle prostitute, dei poveri, delle transessuali con la canzone Princesa. Sarà certamente una serata magica, in un luogo straordinario, con un talento di attore come Antonello De Rosa, la band dei Volta la Carta ed ovviamente io. Una serata da ricordare perchè non c’è estate senza musica”. Come nasce la simbiosi con Antonello De Rosa. “Mi conosceva e quando ha avuto l’idea di dare una voce, sia recitativa che cantata alle canzoni di De Andrè, ha pensato a me. Ci siamo conosciuti meglio, c’è stato un feeling immediato ed abbiamo già rappresentato questo spettacolo con grande successo in Abruzzo e a Roma. Replicheremo, ovviamente, anche il successo a Salerno. Devo dire che Antonello è una persone molto sensibile e riesce davvero in modo molto sereno a tirar fuori il meglio dalle persone”. Cosa è possibile fare per evitare di sentirsi ancora esclusi. “De Andrè dà una grande lezione di umanità attraverso le sue canzoni. Siamo tutte anime salve. Devo dire, però, che in questo periodo dà una lezione a quelli che in tutti gli ambiti riescono ad essere forti con i deboli e deboli con i forti. Se tu sei un musulmano e povero, sei un costante pericolo. Se tu sei un musulmano ricco, allora facciamo affari insieme. Se sei un povero migrante che cerca la fortuna rischiando la vita in mare, lasciamo tutti in mezzo al mare. Con chi c’è da fare i forti, vedi in europa per la redistribuzione, non contiamo nulla. Ecco, a me non piace essere forte con i deboli e deboli con i forti. Proprio come De Andrè”