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Mille vite per il vangelo

E’ stata celebrata ieri la 32° Giornata per la vita e sabato presso la chiesa di san Giuseppe sono stati ricordati i principali input del messaggio ad hoc emanato dal Consiglio Episcopale permanente: “La forza della vita una sfida nella povertà”.

Anche la crisi economica che stiamo attraversando può costituire un’occasione di crescita, la vita- recita il messaggio – è degna di essere vissuta anche in situazioni di grande povertà.

Ieri un pensiero sulla vita è stato offerto  dal Pellicano – associazione nata in difesa della vita nella parrocchia di san Domenico a Salerno – anche ai Cooperatori Paolini, riuniti nella libreria di corso Vittorio Emanuele a Salerno per l’adorazione eucaristica in libreria, iniziativa che si rinnova ogni prima domenica del mese quale momento di riflessione. Quanto mai significativa  la traccia di riflessione che è stata: Sulle vie del vangelo con una testimone di oggi, suor Tecla .

Suor Tecla Merlo, Madre e prima superiora generale delle suore Figlie di san Paolo, è morta il 5 febbraio 1964 e suo motto era: vorrei avere mille vite per il vangelo.

Facciamoci strumenti di pace – scriveva suor Tecla in Semi di sapienza  – innanzitutto con la preghiera, ma preghiamo soprattutto con la preghiera vitale, cioè con il lavoro fatto per amore e con la santità della vita. La pace è sempre frutto di carità, di comprensione, di concordia. Preghiamo pure per la pace, ma prima di tutto dobbiamo averla in noi, avere la pace del cuore. Coltiviamola, cercando di avere pensieri, sentimenti e parole di carità per tutti. Pratichiamo la carità e l’umiltà. Si trova la pace quando si sa compatire, tacere il male degli altri, vedere le cose con occhi limpidi. San Paolo dice :”Imitate me”. Io direi di imitarlo nella carità, anzi nelle sfumature della carità. Però per imitarlo nelle sfumature bisogna imitarlo nelle cose importanti. Sapete quali sono le sfumature della carità? Essere delicati fra noi, trattarsi bene. Le sfumature suppongono che ci sia la carità. Allora imitiamo san Paolo che si faceva tutto a tutti, aveva un cuore delicatissimo verso tutti”.