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Tagli, accorpamenti, 130 precari e la crisi di liquidità: tutto questo è la sanità salernitana

SanitàSos sanità. Questione tagli ed accorpamenti. I Sindaci della Costiera Amalfitana pronti a dimettersi pur di difendere l’ospedale di Ravello (con il nuovo piano regionale declassato a poliambulatorio). Forti perplessità a Battipaglia per il presidio ospedaliero Valle del Sele che unirà anche Eboli, Roccadaspide e Oliveto Citra. A Cava dè Tirreni, invece, attendono la decisione del direttore del Ruggi per capire come funzionerà l’accorpamento. Spazio, poi, ala mancata stabilizzazione di 130 precari della sanità pubblica in provincia di Salerno e la crisi di liquidità del comparto privato con stipendi non erogati da circa un anno. E’ questa “una situazione disastrosa in cui versa la nostra sanità”, così definisce il tutto il segretario della Cisl funzione pubblica Pietro Antonacchio. Da settembre le attività di fisiochinesiterapia e da ottobre le analisi di laboratorio e la radiologia specialistica saranno, per mancanza di risorse, a pagamento ed a totale carico dei cittadini. La crisi di liquidità si è abbattuta anche sulle strutture private. Le spettanze ai lavoratori, già scese del 10 per cento, non sono più garantite da quindici mesi. A luglio sono arrivati, pensate un po’, i pagamenti del mese di marzo.