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Approvata una legge, detta del Controesodo, per far rientrare in Italia giovani talenti

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Approvata in Parlamento una legge, primo firmatario il deputato salernitano Guglielmo Vaccaro del Partito Democratico, definita del Controesodo.  I destinatari degli aiuti sono i giovani nati dopo il 1º gennaio 1969 che hanno maturato esperienze all’estero e desiderano rientrare in Italia per svolgere attività di lavoro dipendente, di lavoro autonomo o d’impresa. Dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della norma – e dopo che il Ministero dell’Economia avrà approvato, entro il prossimo febbraio, i richiesti decreti d’attuazione – gli italiani che hanno lavorato o si sono laureati all’estero, essendo stati lontani dal Paese per almeno due anni, possono godere di alcuni specifici vantaggi se decidono di tornare a lavorare in Italia.

Occorre segnalare che i benefici hanno carattere sperimentale, atteso che spettano solo fino al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2013. Ovviamente in caso di successo della legge il termine sarà rinnovato e prorogato. Altre particolarità sono legate all’individuazione dei possibili fruitori. In primo luogo, tutti i cittadini dell’Unione europea in possesso dei requisiti previsti possono utilizzare gli incentivi (ovviamente, se vengono a lavorare e risiedere in Italia). In secondo luogo, l’applicazione della norma è retroattiva alla data del 20 gennaio 2009 (ovvero a quella di presentazione del DDL alla Camera).

Le categorie dei beneficiari – tra coloro che decidono di rientrare in Italia – sono due: a) LAVORATORI, ovvero i cittadini dell’Unione europea, nati dopo il 1º gennaio 1969, in possesso di un titolo di laurea, che hanno risieduto continuativamente per almeno ventiquattro mesi in Italia e che, sebbene residenti nel loro Paese d’origine, hanno svolto continuativamente un’attività di lavoro dipendente, di lavoro autonomo o di impresa fuori di tale Paese e dell’Italia negli ultimi ventiquattro mesi;

b) STUDENTI, ovvero i cittadini dell’Unione europea, nati dopo il 1º gennaio 1969, che hanno risieduto continuativamente per almeno ventiquattro mesi in Italia e che, sebbene residenti nel loro Paese d’origine, hanno svolto continuativamente un’attività di studio fuori di tale Paese e dell’Italia negli ultimi ventiquattro mesi o più, conseguendo un titolo di laurea o una specializzazione post lauream. Per ottenere gli aiuti occorre essere assunti o avviare un’attività d’impresa o di lavoro autonomo in Italia, trasferendovi il proprio domicilio, nonché la propria residenza, entro tre mesi.

L’incentivo di maggiore rilevanza è certamente quello della tassazione ridotta dei redditi di lavoro dipendente, d’impresa o di lavoro autonomo percepiti dalle persone fisiche. Nel caso delle lavoratrici, il reddito rileverà solo per il 20% mentre per i lavoratori la tassazione sarà solo sul 30% del reddito. La minore tassazione dovrà, comunque, essere contenuta nel limite dei 200.000 euro su un triennio, fissato dal Regolamento (CE) n. 1998/2006 della Commissione (cd. de minimis) e sarà possibile solo se il beneficiario non avrà, contemporaneamente, utilizzato gli incentivi per il “rientro dei cervelli” – stabiliti dal decreto competitività del 2008 (n. 185) – e quelli della Visco Sud. La norma esclude dai benefici i soggetti che vanno a lavorare o studiare all’estero in funzione di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato con pubbliche amministrazioni o con imprese di diritto italiano.

In aggiunta alle facilitazioni fiscali, chi intende “rientrare” potrà avvalersi della collaborazione degli uffici consolari (per il perfezionamento delle pratiche e gli adempimenti necessari) e potrà anche godere di eventuali quote di riserva (stabilite dalle regioni) sull’assegnazione in godimento o locazione di abitazioni di edilizia residenziale pubblica per uso abitativo. Infine, il Governo dovrà promuove la stipulazione di accordi bilaterali con gli Stati esteri di provenienza dei lavoratori per riconoscere ai medesimi il diritto alla totalizzazione dei contributi versati a forme di previdenza estere con quelli versati a forme di previdenza nazionale. Un pacchetto di aiuti concreti che porteranno tanti italiani attualmente all’estero a considerare la possibilità di rientrare in Italia.

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Scritto da su 28 Dicembre 2010. Archviato in In evidenza, Sociale. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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