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” Un vescovo potrà morire ma la Chiesa di Dio, che è il popolo, non morirà mai”.( Oscar Arnulfo Romero y Galdàmez)
Il 24 marzo 1980, mentre stava celebrando la santa Messa, nella cappella dell’ospedale della Divina Provvidenza a San Salvador, Mons. Oscar Romero viene ucciso da un sicario-un solo colpo che gli recise la vena giugulare mentre elevava l’ostia. Nell’omelia aveva ribadito la sua denuncia contro il governo di El Salvador che aggiornava quotidiana -mente le mappe dei campi minati mandando avanti bambini che restavano uccisi dalle esplosioni.
Da allora il 24 marzo la Chiesa ricorda tutti i suoi figli e figlie morti per mano assassina nel corso della loro opera evangelizzatrice nella missio ad gentes. Oggi in particolare si prega per i 23 missionari martiri nel corso del 2010. Mons. Romero, venerato dalle Chiese vetero-cattoliche, Chiesa anglicana e Chiese riformate, ha lasciato la sua testimonianza di fede, esempio di edificazione per tutti, ma sono tanti i missionari che vogliamo ricordare oggi, in particolare originari della nostra diocesi. Pensiamo al Beato Giovanni da Montecorvino, primo evangelizzatore della Cina, primo arcivescovo di Kambalik, attuale Pechino- nato a Montecorvino Rovella nel 1247 in provincia di Salerno; pensiamo a mons. Gaetano Pollio, arcivescovo di Salerno per quindici anni, dal 1969 al 1984, inviato nel 1934, anno successivo alla sua ordinazione sacerdotale , missionario nella Cina di Mao Tse Tung dove venne ordinato vescovo di Kaifeng, città occupata nel 1948 dai comunisti che lo imprigionarono sottoponendolo a un duro regime carcerario. Fu missione anche per don Alfonso De Caro, nato a Lancusi nel 1940, fidei donum della nostra diocesidal 1968 al 1977 in Brasile, nello stato di Acre, dove si prodigò e spese tutte le sue energie per la causa degli indios corrosi dalla furia devastatrice dei colonizzatori portoghesi.
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