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Tra Napoli e Salerno: al Museo Diocesano “S.Matteo” i capolavori del Seicento

Sabato 9 aprile, alle ore 11.30, presso il Museo Diocesano “S. Matteo” di Salerno, verrà inaugurata la mostra che, per la prima volta in un allestimento, propone al pubblico il corpus completo delle opere della quadreria Ruggi d’Aragona appartenenti al Museo. All’inaugurazione della mostra, organizzata dalla Soprintendenza Bsae di Salerno e Avellino nell’ambito della XIII Settimana della Cultura promossa dal Mibac, interverranno: la Soprintendente, Maura Picciau; l’arcivescovo di Salerno-Campagna-Acerno, mons. Luigi Moretti; il Direttore per i Beni Culturali e Paesaggistici della Campania, Gregorio Angelini e il sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca. Sull’importante collezione pittorica relazioneranno: Riccardo Lattuada, dell’Università di Santa Maria Capua Vetere e Antonio Braca, della Soprintendenza Bsae di Salerno e Avellino. Contestualmente verrà presentato il catalogo della mostra. L’esposizione dei dipinti apre nuovi e diversi percorsi di indagine e di conoscenza, che restituiscono una fisionomia della cultura figurativa salernitana del Seicento. La Collezione, infatti, è composta esclusivamente di opere del Seicento napoletano, con una prevalenza di quadri di cultura naturalistica ed una piccola componente di cultura barocca. Non pochi di questi dipinti sono attribuibili a pittori importanti del Seicento napoletano: si ricordano fra questi Filippo Vitale, Giuseppe Ribera, Francesco Guarino, Andrea Vaccaro, Nicola Vaccaro, fino a Luca Giordano. Il filone specialistico della pittura si intreccia saldamente con una visione religiosa corrispondente alla cultura controriformista dell’epoca. I soggetti, almeno questi noti, indicano una collezione che si articola in filoni di rappresentazione sacra, prescelti per il loro significato allegorico e morale. Ne emerge, pertanto, un profilo del collezionismo a Salerno che si rivela saldamente legato a quanto si manifestava nella vicina capitale del Viceregno. Da qui scaturiscono alcuni temi che, aventi la raccolta come asse principale, esprimono le relazioni della specificità territoriale e che sono sviluppati nel catalogo , edito da Opera Editore di Salerno, che accompagna la mostra.