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Ad Eboli l’unico Hospice in Campania per i malati terminali

Cinquemila sono i malati terminali in tutta la Campania ma uno solo è il centro in grado di assisterli, i cosiddetti Hospice, e si trova ad Eboli. Otto i posti letto. Le norme, poi, in merito non riescono a rispondere alle esigenze più volte sollecitate dalla classe medica. E’ questo lo stato di fatto emerso ieri pomeriggio durante la tavola rotonda sulle “Dichiarazioni anticipate di trattamento”, organizzata a Palazzo Sant’Agostino dall’associazione Donne Europee Associate presieduta da Francesca Girardi. Ad accendere i riflettori sulla disattenzione istituzionale è stato Piero De Blasio, responsabile della Consulta Bioetica Campana, che ha lodato il lavoro dei tanti volontari in grado, anche se con non poche difficoltà, a sostenere la rete di assistenza.

Mentre a Salerno medici, avvocati e magistrati si sono ritrovati a riflettere sulla spinosa questione del “fine vita” mettendo a confronto diverse posizioni ed orientamenti, nella sua prolusione all’Assemblea della Cei, il cardinale Bagnasco ha espresso l’auspicio che il disegno di legge Calabrò sul fine vita ottenga “il consenso più largo da parte del Parlamento”. Il presidente della Cei ha ricordato inoltre il “trentennale impegno del Movimento per la Vita”, che ha avuto una fondamentale funzione nel tenere sveglia la coscienza degli italiani.
Una posizione chiara, espressa anche nel documento “Noi Siamo Chiesa” nel quale si propone che sia superato il bipolarismo etico e che inizi su questo problema un vero e nuovo dialogo nella Chiesa e nella società.
Centrale in questo scambio dialettico, emerso durante l’incontro di ieri pomeriggio a Salerno, è la triade valoriale vita-persona-dignità ripresa da  Francesco Mazzei, della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale sezione di Salerno.