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Il cielo è sempre più tinto di granata. Salernitana di rimonta (3-1) sulla “grigia” Alessandria: finale cadetta con il Verona

I tifosi della Salernitana presenti al "Moccagatta" di AlessandriaEd il cielo è sempre più tinto di granata. Potremmo utilizzare questa frase come un nuovo ritornello musicale (ringraziando anticipatamente Rino Gaetano ma soprattutto coloro che stampano il proprio cognome sul  tabellino dei marcatori in rimonta: due volte Carrus e Fabinho) in relazione alla favola che continua a scrivere la Salernitana (agguantata la finale play-off , ad attenderla il Verona che lascia a secco il Sorrento, con obiettivo cadetto superando 3 ad 1 l’Alessandria). Una favola ricca di colpi di scena, pathos e grinta. Mai doma però la formazione di Breda, che a dire il vero nella prima parte di gara appare frastornata e deve ringraziare la traversa colpita da Martini per tenersi a galla, soprattutto quando sul manto erboso scocca l’ora del metronomo (Carrus) e del velocista (Aurelio). Due sostituzioni per cambiare una identità di squadra. A volte accade anche questo e particolarmente quando tutto sembra già segnato con il diagonale vincente di Martini, a bersaglio già nell’uno ad uno dell’andata, al minuto sedici della ripresa. Il vantaggio rilassa i piemontesi, il pareggio riguarda solo il legno alto della porta colpito da Aurelio, l’arbitro Viti ci mette del suo assegnando un calcio di rigore inesistente alla Salernitana e la rimonta (l’ex regista sardo dal dischetto non sbaglia) ha finalmente inizio. Il difensore grigio Romeo perde la testa, colpendo con una gomita in pieno volto Ragusa, guadagnando anticipatamente gli spogliatoi ed ancora Carrus delizia il palato fino degli oltre mille tifosi campani. Dal seguente calcio piazzato, infatti, in versione slalomista-cecchino il regista permette ai granata di rendere “grigio” il pomeriggio ai grigi. L’undici di Breda passa, tiene a bada la sterile sfuriata avversaria e durante il secondo minuto di recupero, dopo aver fallito diverse occasioni gol con Ragusa e ringraziato il pronto intervento di Caglioni su Artico, chiude la pratica alessandrina con il terzo sigillo realizzato da un indomabile Fabinho. C’è giusto il tempo di assistere ad un altro sventolio di cartellino rosso (il quarto in 180 minuti per i piemontesi che vede protagonista questa volta Croce) ed alla festa tutta tinta di granata.  Appuntamento per il 12 e 19 giugno, le domeniche giuste per decidere chi tra Salernitana e Verona tornerà ad essere grande in cadetteria. Pronti via con la trasferta al “Bentegodi” ed una posizione di classifica (quarti i granata e quinti gli scaligeri) favorevole in caso di parità assoluta di risultato e marcatura.