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Operazione della Guardia Costiera a tutela dell’ambiente, nei comuni di Centola e Camerota

E’ scattata l’operazione denominata “Mingardo libero” che ha portato al sequestro di strutture e manufatti insistenti su un’area di circa 650mq. (seicentocinquanta), sottoposta a vincolo paesaggistico ed ambientale, nei comuni di Centola e Camerota. Il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Vallo della Lucania, esaminata la richiesta del sostituto Procuratore della Repubblica, Renato Martuscelli, ha disposto il sequestro preventivo di una serie di opere realizzate alla foce del fiume Mingardo, in località “Arco Naturale”. L’inchiesta coinvolge molte persone, tra cui alcuni amministratori e funzionari dei Comuni di Centola e Camerota, nonché del settore provinciale Genio Civile di Salerno, enti preposti alle attività urbanistiche, edilizie e di sfruttamento del demanio.

Nello specifico, a carico dei pubblici ufficiali, l’Autorità Giudiziaria procedente contesta di aver in concorso tra loro abusato del proprio ufficio, e rifiutato indebitamente un atto del loro ufficio, omettendo di adottare atti e provvedimenti finalizzati alla salvaguardia della pubblica e privata incolumità, nonostante investiti più volte della problematica da parte di organi di controllo e Enti preposti alla tutela dei vincoli gravanti sulla zona, con il dichiarato intento di procurare intenzionalmente ai beneficiari un ingiusto vantaggio patrimoniale. Inoltre, gli stessi consentivano l’insistenza, lungo l’alveo del fiume Mingardo, di pontili, passerelle in legno ovvero strutture intelaiate di legno da supporto alla realizzazione dei cennati pontili e passerelle per la maggior parte realizzate arbitrariamente da parte dei beneficiari delle concessioni demaniali fluviali, peraltro, senza aver acquisito le prescritte autorizzazioni ambientali, paesaggistici e valutazione di incidenza ambientale, nonché il prescritto parere dell’Autorità di Bacino (essendo zone sottoposte a vincoli paesaggistici-ambientali ed a rischio idrogeologico molto elevato), atti propedeutici al rilascio dei titoli concessori.

Hanno altresì omesso di ordinare l’immediato ripristino dello stato dei luoghi, nonché l’adozione di eventuali provvedimenti di revoca o decadenza delle concessioni stesse che, in assenza, favorivano alterazioni della morfologia dell’alveo con conseguenti interferenze al deflusso delle acque del fiume Mingardo e conseguenti pericoli per la pubblica e privata incolumità. A carico degli titolari delle concessioni di terreno demaniale fluviale viene contestata l’esecuzione di interventi edilizi, in luogo sottoposto a vincolo paesaggistico e ambientale ai sensi del D.Lvo n. 42/2004, in quanto rientrante nella zona A2 della perimetrazione del Parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano e compresa nell’area S.I.C. di alta valenza naturalistico-ambientale istituito con D.M. 3/4/2000, in assenza del permesso a costruire e collaudo statico. Le aree S.I.C., rientranti nella rete Natura 2000, sono destinate alla conservazione della biodiversità sul territorio dell’Unione Europea. Dette aree geografiche, contribuiscono in modo significativo a mantenere o ripristinare un tipo di habitat naturale o una specie di cui alla Direttiva “Habitat” n. 92/43/Cee del Consiglio Europeo.