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Serata di musica al lido La Conchiglia di Salerno con il concerto di James Senese

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James Senese colorerà con la sua calda voce il concerto dei Napoli Centrale, venerdì 1 luglio alle ore 22.00, sul palcoscenico del lido La Conchiglia di Salerno, ospite dell’appuntamento della sezione jazz di “Moro in Summer 2011” organizzata dal Moro di Cava de’ Tirreni e patrocinata dal Comune di Salerno, con la direzione artistica di Gaetano Lambiase. Il sassofonista napoletano salirà sul palco in riva al mare, sul Lungomare Tafuri di Salerno, con la storica band con cui si è affermato nel panorama musicale italiano a partire dagli anni Settanta, accompagnato da Ernesto Vitolo alle tastiere, Freddy Malfi alla batteria e Rino Calabritto al basso elettrico.

Assieme ai brani dell’ultimo album, Camennamme, (prima raccolta della band fondatrice del fenomeno Neapolitan Power arricchito dalla presenza di un brano inedito firmato da Pino Daniele) James Senese suonerà i grandi successi maturati con i Napoli centrale, ma anche quelli nati dal suo percorso come solista e dalla collaborazioni eccellenti con i tanti musicisti italiani e stranieri. Sarà un viaggio che raccoglie gli umori musicali che si affacciano sul bacino del Mediterraneo fusi con i suoni della sua città “Napoli”. Un concerto caratterizzato dall’unione di sonorità tradizionali e di jazz con in primo piano il sax di James Senese, sulla scena da oltre trent’ anni, a cui si unisce la sua calda voce, rigorosamente in napoletano. Musicista sassofonista, compositore e cantante, è quello che gli americani comunemente definiscono “Brother in soul”, cioè “fratello nell’anima”. E’ un complimento che è riservato solo ai grandi, cioè quelli con i quali si condivide una grande esperienza artistica e di vita. Senese appartiene di diritto a questa coerenza di fondo, una linearita’ artistica assolutamente originale, percorrendo sempre solo il sentiero della propria musica.

Il curriculum di Senese, in una ideale biografia, è denso d’avvenimenti, tutti importanti non solo per la vita di Senese stesso, ma per il panorama della musica italiana. Ha proposto, primo in Italia, una felice sintesi tra jazz e rock, tra il patrimonio jazzistico (tipico di questo grande artista) e la cultura mediterranea e partenopea, quello che l’ha formato dalla nascita. Nato all’ombra del Vesuvio negli anni ’70, è stato un personaggio chiave per la rinascita del blues e del jazz-rock napoletano. Con il suo gruppo Napoli Centrale, negli stessi anni, irruppe felicemente sulla scena musicale italiana pubblicando il suo primo disco per la BMG, a lui e alla sua musica continuano ad ispirarsi molti autori e musicisti di successo. Grandissimo interprete, James Senese custodisce nel suo sax il suono “napoletano” e quello “americano”, la babele della musica popolare con i suoi mille dialetti mista allo swing di Renato Carosone, alla musica di John Coltrane, al blues e al jazz d’oltreoceano.

Napoli Centrale prende il via dopo la fine degli Showmen, storica band di rhytm’n’blues italiana, passata alla storia per “Un’ora sola ti vorrei ” con James Senese al sassofono e flauto e Franco Del Prete alla batteria. Prende a prestito il miglior jazz-rock elettrico da Weather Report e dalla musica d’improvvisazione afro-americana, ma non dimentica la cultura delle campagne,le tensioni sociali,le tensioni sociali, le sperequazioni tra Nord e Sud, mondo industriale e rurale. Per un breve periodo nel gruppo suona il basso e la chitarra un volto nuovo: Pino Daniele.

Verso la fine degli anni ’70, Napoli Centrale si scioglie e per Senese inizia una lunga carriera che lo porta al fianco di Pino Daniele e Roberto De Simone. Il suo sassofono è il simbolo di un’artista “nero a metà”, nato a Napoli ma con il cuore diviso tra il Vesuvio e la Grande Mela. Agli inizi degli anni ’90, Senese riforma i Napoli Centrale, le nuove composizioni sono ispirate al reggae, alla cultura orientale e ad una personale rilettura della musica afro-americana anche grazie ad ospiti come Lester Bowie e Famoudu Don Moye, colonne degli Art Ensemble of Chicago. Il gruppo riprende a suonare dal vivo, così Napoli Centrale resta un potente megafono di denuncia sociale, al costante inseguimento della vecchia utopia, vedere la grande musica in hit parade e un mondo più giusto.

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Scritto da su 30 Giugno 2011. Archviato in Culture, In evidenza. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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