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Dimezzati (ma non per il territorio salernitano) gli assegni a vuoto. Tra il I semestre 2012 e 2015 i titoli “cabriolet” si sono infatti ridotti del 57% in termini di numero e del 63% in termini di valore, accentuando una discesa che ha caratterizzato anche l’andamento delle cambiali, in diminuzione, nello stesso periodo, del 37% in termini di numero e del 51% in termini di valore. I dati sono emersi dall’indagine portata a termine da Unioncamere. L’analisi territoriale mostra come la frenata più vistosa degli effetti protestati tra il I semestre 2014 e il I semestre 2015 si sia registrata in Valle d’Aosta (-48,77%); seguono Umbria (-28,66%) e Calabria (-23,40%). In termini monetari lo stop più evidente è però quello fatto registrare dalla Liguria (-61,54%) che distanzia di alcuni punti percentuali il dimezzamento dei “pagherò” valdostani (-51,17% rispetto al 2014). Tra le province, se le grandi città come Roma, Milano, Napoli e Salerno guidano la classifica per numero di titoli protestati, in termini di importi levati salgono ai vertici della graduatoria Sondrio, Treviso, Pesaro e Urbino, in cui in media i “pagherò” superano i 3mila euro. All’altro capo della classifica i residenti di Trieste, Verbania (con importi medi di circa 800 euro) e Biella (911).
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