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“Il grazie di tutta la Diocesi di Salerno va a don Andrea, sacerdote e parroco, una presenza positiva per costruire comunione in piena sintonia con il cammino della Chiesa, testimone di solidarietà e generosità divenuto con la Comis impegno educativo e di sviluppo delle popolazioni più povere del mondo”.
Sono state queste le parole di S.E. mons. Luigi Moretti, Arcivescovo Primate della Diocesi di Salerno-Campagna-Acerno pronunciate ieri sera nell’intervento conclusivo al convegno Comis, onlus– Cooperazione Missionaria Sviluppo Terzo Mondo, per la prima volta svoltosi senza il suo fondatore morto il 24 ottobre dello scorso anno.
Tante le opere realizzate da mons. Andrea Vece, in primis il Cinema-Teatro Fatima, (primo in Italia) e ben trentuno in terra di missione.
“Don Andrea dopo il suo primo viaggio in Africa avvenuto in Camerun nel 1987 -racconta Carmelo Pizzolante, attuale presidente della Comis, onlus -restò scosso dalle estreme condizioni di vita di quelle popolazioni e decise di fare qualcosa per aiutare la gente a emergere dalla condizione di miseria e povertà. Fondò prima il Comitato Famiglie Sviluppo terzo Mondo e poi la COMIS, ora onlus”.
Con l’aiuto di tanti volontari e collaboratori in trent’anni di attività sono state realizzate azioni intense per espandere il regno di Dio con la costruzione di nuove parrocchie e opere di sviluppo economico e sociale nella Repubblica Democratica del Congo, Tanzania, Ruanda, Zambia, Nigeria, Brasile e India. Ben ventitre le opere realizzate nella repubblica Democratica del Congo. Nel 1989 a Walungu, in Kivu è stata costruita una Scuola Artigiana di taglio e cucito che offre formazione e lavoro a centinaia di donne ed è gestita dai padri Saveriani.
Altre ventidue le opere realizzate nella regione del Kivu fra cui due a Kaniola: la Scuola Superiore a indirizzo commerciale e la Scuola Professionale di falegnameria. Poi nel villaggio di Muyrama la chiesa succursale della parrocchia di Kaniola; nel villaggio di Nindya il Centro di formazione femminile, la Scuola elementare e la Scuola superiore oltre alla chiesa succursale della parrocchia di Nindya.
Sei le opere realizzate a Mugogo: la Casa di accoglienza della Comis, la cabina di trasformazione per l’elettrificazione, il mulino per la molitura della manioca, la Scuola elementare, la Scuola superiore e la chiesa san Matteo (in corso d’opera) oltre al contributo offerto per la costruzione di scuole e cappelle a Ciburi, Lurhaia, Kahembarhi, Ibinza, Ikoma,Nfunzi, Kampuse e Kahamda.
Fondamentale per lo sviluppo interno di quelle popolazioni il sostegno allo studio offerto a circa cinquemila studenti delle scuole elementari e superiori, a quaranta universitari presso l’Università cattolica di Bukavu e a quattordici seminaristi nel Seminario minore della città. Cinque le chiese costruite ex novo e dedicate a San Matteo a Ilogi in Tanzania, a Loikaw in Myanmar in Asia, a Kigali in Ruanda, a Kitwe nello Zambia e a Rio Branco in Brasile.
A Ibamba grazie al contributo economico dell’Accademia Alfonso Grassi di Salerno è stata costruita una Scuola Elementare dedicata al compianto artista e ritrattista di fama internazionale, autore del ritratto a san Giovanni Paolo II.
Quattro le opere realizzate dalla Comis a Kavumu, regione del Congo: un’azienda agricola di 100 ettari, una casa di accoglienza per le attività sociali, un acquedotto per la fattoria e i villaggi di 4 km e mezzo mentre è in corso d’opera la realizzazione della scuola elementare.
A Kitwe nello Zambia è stata costruita un’azienda agricola-zootecnica di 300 ettari, la Scuola elementare ed entro il mese di giugno di quest’anno sarà ultimata la Scuola superiore.
“Don Andrea ha dimostrato con la vita il suo essere apostolo”ha detto don Giacomo Palo, direttore emerito del Centro Missionario della Diocesi di Salerno, mentre Gerardo Pierro, Arcivescovo metropolita emerito della Diocesi di Salerno ci ha offerto nel libretto dal titolo: ” Il fuoco della Missione, profilo di mons. Andrea Vece, parroco emerito del Cuore Immacolato di Maria, Salerno” l’istantanea di un Vescovo scritta con il cuore di un padre, così come ha ricordato mons. Antonio Montefusco, assistente spirituale della Comis, onlus. E la prova del ben operare di don Andrea, così come veniva affettuosamente chiamato da tutti anche in Africa (al punto che alcuni bambini sono stati chiamati così dai loro genitori Donandrea) è nella continuazione del suo operato donato fino allo stremo delle forze fisiche ed economiche.
Il Liceo Gian Camillo Glorioso di Montecorvino Rovella con i suoi cinquecento studenti ha adottato due bambini delle terre martoriate d’Africa offrendo loro istruzione e il Masoso spesso l’unico pasto a disposizione per evitare di essere fra le 24.000 persone che muoiono ogni giorno per fame o cause a essa correlate (I dati sono migliorati rispetto alle 35.000 persone di dieci anni fa o le 41.000 di venti anni fa) tre quarti delle quali bambini al di sotto dei cinque anni d’età.
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