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In un libro affascinante il viaggio all’Equatore di Vittorio Russo

Con “L’India nel cuore” ci aveva fatto incontrare i mille motivi di fascinazione di una terra mistica e spietata. Con “Transiberiana” ha fatto viaggiare i lettori lungo i quasi diecimila chilometri di binari di una ferroviaria straordinaria che attraversa grandi stati, steppe, deserti e terre che sembrano dimenticate dal tempo. Ora Vittorio Russo – viaggiatore di lungo corso e tra i più capaci scrittori di viaggio – torna il libreria con un volume che ci porta dall’altra parte dell’oceano, nella terra che attraversa l’Equatore e finisce per prenderne il nome, appunto l’Ecuador. Nel bel libro che esce con la cura editoriale dell’agenzia letteraria Delia, Russo è capace di condurre metro per metro e pagina per pagina il lettore attraverso una terra meravigliosa, dai forti contrasti: dove la natura ancora primigenia, unitamente alle poche grandi città ipertrofiche, ci restituisce lo sguardo primordiale che portò Darwin a formulare le sue teorie sull’evoluzione delle specie. Si intitola appunto “Equatore” (Cairo editore), il libro di Russo che verrà presentato venerdì 7 Giugno 2019, alle ore 17.00, presso il Museo Archeologico Provinciale (via San Benedetto, 28 – Salerno). L’autore esplora il Paese con occhio curioso nelle sue pieghe più intriganti, da cui scaturiscono appunti, immagini, emozioni raccontate con memoria di navigatore e linguaggio da cantastorie. Un tuffo nelle tradizioni e nelle curiosità storiche, culturali, religiose dei popoli andini, che si intrecciano con la cultura incaica e quella occidentale cattolica, posteriore alla conquista spagnola. Il viaggio attraversa in diagonale il Paese, da Quito a Guayaquil, le due grandi metropoli ecuadoriane, alla scoperta di muti tesori del passato precoloniale e quelli posteriori, espressi dal fasto dell’oro di chiese barocche nelle loro cornici churrigueresche di sbalorditiva ricchezza. Il viaggio prosegue nella natura incantata e stregante delle Isole Galápagos dove, con sguardo rapito, Russo interpreta l’opulenza di una flora e di una fauna primordiali e intatte. Conquistato dalla bellezza dei paesaggi e della vita dei luoghi, con curatissima scrittura lirica, l’autore coinvolge il lettore in questa esperienza inusitata che è poi il racconto di un attimo soltanto della storia evolutiva della vita. “Vittorio Russo- afferma Samuel Brussell – scrive dei Paesi e dei continenti che esplora con le grandi qualità umane del capitano di lungo corso che è stato e le manifesta con autentica simpatia e curiosità per luoghi e persone in queste pagine dense di sapore, in questo racconto generoso, fedele alla vita e all’amore per la vita.   Non importa a quale latitudine viaggi, Russo ha il dono di trasmettere le sue impressioni al lettore come se fosse al suo fianco”. Chi come il sottoscritto lo conosce bene, sa che Russo appartiene alla sparuta fascia di veri viaggiatori, per i quali non esiste altro viaggio che quello dell’anima che cerca specchi antropici per raccontare l’universo dell’uomo, fatto di paesaggi che sono prima di tutto riflessi della mente. E’ una geografia dove persino la natura non è che una sovrastruttura della nostra mente, un luogo dove pensare la natura dell’uomo nei multiformi meandri interiori.