POSTA
Oggi è

Renaldo Fasanaro dona due ceri artistici a San Pietro a Corte

Archviato in: Cronaca,Culture | Versione stampabile Versione stampabile

Prosegue il doppio lavoro artistico e di ricerca documentaria di Renaldo Fasanaro sulle radici della storia salernitana alla luce del sacro. Dopo le mostre “Le Mulieres Salernitane”;  “Translatio Sancti Matthei Apostoli et Evangelistae” e la recente “I papiri di Matteo”, Fasanaro si rende ora protagonista di una donazione che arricchirà il patrimonio artistico del complesso monumentale e della chiesa di S. Pietro a Corte. Domenica 2 giugno, alle ore 11.00, l’architetto Fasanaro presenterà e donerà  – a margine della Santa Messa domenicale – alla Cappella Palatina della Chiesa di S.Pietro a Corte di Salerno  due ceri in onore del Protomartire Stefano e del Mashìah, il Messia. Si tratta di due nuovi pezzi unici originali , che vanno ad aggiungersi coerentemente al precedente lavoro fatto dall’artista sull’iconografia dei protagonisti della storia di Salerno. Come si ricorderà, infatti, Fasanaro ha già esposto un corpus di ceri nella Sala San Tommaso del Duomo di Salerno, grandi ceri dipinti a mano che hanno dato vita ad una sorta di libro sulla materia prima delle api (evidente anche il valore simbolico della cera). I ceri di Fasanaro hanno ritratto: Attanasio e Pelegia, il vescovo Giovanni di Capaccio; l’abate Desiderio di Montecassino, che si rifugiò alla corte del principe Guaimario V di Salerno e divenne papa con il nome di Vittore III; i tre santi martiri salernitani Caio, Ante e Fortunato (che erano i patroni di Salerno prima dell’arrivo delle reliquie dell’Evangelista); il principe Gisulfo, Adelaide santa ed imperatrice d’Italia, il vescovo di Salerno Alfano I; il principe normanno Roberto il Guiscardo e sua moglie Sichelgaita e poi i coniugi Landolfo Butrumile e sua moglie Guisana, che donarono la porta di bronzo del duomo. E poi i grandi ceri di Cristo e San Matteo. I ceri sono alti circa 30 centimetri e sono di 12 centimetri di diametro. La tecnica utilizzata è quella del pastello su pergamena con fondi in oro zecchino, per esaltare il concetto del sacro. Le miniature sono state poi incollate sulla superficie dei ceri e su ciascuno di essi è riportato il nome in latino della personalità e alcuni passi, sempre in latino, che ne attestano il ruolo svolto nella valorizzazione delle reliquie del santo. Sono citati anche molti passi dei carmi di Alfano, che fu appunto anche medico, architetto e poeta. A rendere ancora più prezioso ogni cero artistico, un originale inserto con passamanerie e ricami del Settecento

Link breve:

Scritto da su 28 Maggio 2019. Archviato in Cronaca, Culture. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Devi Registrarti ed effettuare il Login per scrivere un commento Accedi