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L’esperienza viva dell’Apostolo Matteo

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Ieri sulle pagine del quotidiano Avvenire è stato pubblicato lo Speciale Metropolia mentre stamane è andato in onda su SAT 2000 la Rubrica ” Bel Tempo si Spera” dedicata a San Matteo e al suo Vangelo che accompagnerà l’Anno Liturgico iniziato con la prima domenica di Avvento. La Redazione di TDS ha pensato di dedicare l’apertura del nostro TG oggi proprio alle parole del nostro Arcivescovo che nell’ambito della Rubrica di SAT 2000 ha ricordato l’emozione della sua Ordinazione Episcopale avvenuta il 6 luglio nella cattedrale di Salerno  per la preghiera consacratoria e l’imposizione delle mani di S.E. il Card. Giuseppe Betori che associò a sé il Card. Crescenzio Sepe e S. E. mons. Filippo Santoro, alla presenza di quarantacinque vescovi e circa trecento sacerdoti.

I nomi tradizionali delle domeniche di Avvento sono tratti dalle prime parole dell’Antifona di ingresso alla Santa Messa. La prima domenica è detta del Ad te levavi («A te elevo», Salmo 25); la seconda domenica è chiamata del Populus Sion («Popolo di Sion», Isaia 30,19.30); la terza domenica è quella del Gaudete («Rallegratevi», Filippesi 4,4.5); la quarta domenica è quella del Rorate («Stillate», Isaia 45,8).

“Lo scrittore francese Georges Bernanos ebbe ad affermare che «la Chiesa cattolica ha sempre curato la liturgia e il linguaggio perché ha sempre saputo che quando si perde la battaglia delle parole si perde anche quella delle idee»-scrive il nostro Arcivescovo nell’Editoriale dello Speciale di Avvenire dedicato alla Metropolia ( l’arcidiocesi di Salerno-Campagna-Acerno, in latino Archidioecesis Salernitana-Campaniensis-Acernensis, infatti è una sede metropolitana della chiesa cattolica in Italia appartenente alla regione ecclesiastica Campana)-La comunicazione per la Chiesa è strategica ed è connaturata con la sua stessa esistenza. La sua missione è “trasmettere” la fede creando per ogni uomo l’incontro salvificocon Gesù, un incontro che avviene all’interno di una comunità di credenti che continua, nell’oggi della contemporaneità, l’azione del Redentore.

Dunque la grande sfida della comunicazione ecclesiale che passa attraverso i media e la loro rivoluzione ed evoluzione costante, sta nel sapiente uso dell’arte del comunicare. Diventa necessario usare i mezzi e il linguaggio proprio di ciascuno di essi senza che distorcano o manipolino il messaggio. In questo modo la forma diventa un tutt’uno con il contenuto e di conseguenza parte integrante del messaggio che giunge ai singoli e alle masse. Nel Messaggio del Santo Padre Francesco per la 53ma giornata mondiale delle comunicazioni sociali è tuttavia contenuto un allarme verso una comunicazione che rischia di limitarsi a creare rapporti superficiali ed esclusivamente virtuali. È il rischio dei legami deboli che trasformano la finestra sul mondo, per esempio la rete internet, in una vetrina attraverso la quale esibire il proprio egoistico narcisismo.

Si giungerebbe in tal modo alla negazione ontologica dello strumento comunicativo, l’esatto contrario per cui esso sarebbe nato. È il Papa stesso che indica come superare il rischio e trasformarlo in opportunità, la soluzione è nella capacità di comprendersi come esseri che non possono prescindere dalla comunicazione autentica. «Tale capacità di comprensione e di comunicazione tra le persone umane – scrive Francesco – ha il suo fondamento nella comunione di amore tra le Persone divine. Dio non è solitudine, ma comunione; è amore, e perciò comunicazione, perché l’amore sempre comunica, anzi comunica se stesso per incontrare l’altro. Per comunicare con noi e per comunicarsi a noi Dio si adatta al nostro linguaggio, stabilendo nella storia un vero e proprio dialogo con l’umanità ». La differenza la fa ancora una volta l’uomo creatura di Dio. Se l’uomo, il presbitero, il fedele laico catechista o impegnato in prima persona in attività di corresponsabilità ecclesiale, si comprende come la manifestazione della gloria di Dio attraverso la propria piena realizzazione umana, allora diventa comunicazione vivente e dovrà solo abitarne i luoghi tecnologici per far arrivare anche ai lontani geograficamente la testimonianza della gioia vissuta in ogni istante dell’esistenza. Chi vive, comunica”.

Lo Speciale Metropolia sul quotidiano AVVENIRE con l’editoriale del nostro Arcivescovo Primate, S.E. mons. Andrea Bellandi è fruibile sul sito della diocesi www.diocesisalerno.it mentre i servizi nei TG delle 14.30-18.00-20.30 e 22.30 su Canale 73

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Scritto da su 2 Dicembre 2019. Archviato in In evidenza, Mondo cattolico. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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