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Il Museo Diocesano: una perla del nostro territorio.

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museodiocesano.sa  gmail.com è l’indirizzo mail del Museo Diocesano San Matteo di Salerno fruibile in Largo Plebiscito 12 che risponde al n. telefonico 089 23 91 26 chiuso in questo tempo di emergenza sanitaria (normalmente aperto tutti i giorni dalle ore 9.00 alle13, 00 e dalle 15 .00 alle 19 00 chiuso il mercoledì). E’ ospitato nell’edificio nord della cattedrale  che fino agli anni Ottanta del Novecento fu sede del Seminario Diocesano.

La raccolta museale fu individuata negli anni Trenta dello scorso secolo da monsignor Arturo Capone il quale resosi conto della qualità dei beni d’arte di proprietà della Cattedrale volle riunire in collezione quelli non utilizzati durante i riti ma conservati nella sacrestia e nel tesoro evitandone così la dispersione.

Il Museo fu quindi istituito nel 1935, le preziose opere furono dapprima esposte in due piccole sale situate nell’ edificio a ridosso della navata sinistra del Duomo, cui si aggiunsero altri ambienti che resero più spaziosa e fruibile l’esposizione.

Il nucleo iniziale della collezione era costituito dalle opere d’arte donate dal Marchese Giovanni Ruggi d’Aragona e dall’Arcivescovo Isidoro Sanchez de Luna, oltre a numerose opere conservate nella sagrestia della  Cattedrale.

Il Museo si è arricchito nel tempo anche di beni provenienti da chiese della Diocesi, da acquisti e donazioni che insieme costituiscono una significativa selezione della cultura figurativa dell’Italia meridionale dall’XI al XVIII secolo.

 

Particolare rilievo rivestono le testimonianze dell’arte medioevale, frutto della temperie culturale che caratterizzò le regioni dell’Italia meridionale al centro dei complessi rapporti commerciali e intellettuali  che si tenevano tra Oriente e Occidente.

 

Celebre e di assoluta rarità è il ciclo degli avori, risalente all’XI-XII secolo che costituisce la più complessa raccolta di tavolette eburnee del medioevo  cristiano esistente al mondo.

Il museo conserva inoltre gli 11 fogli di pergamena miniata dell’Exultet databili  agli inizi del XIII secolo.

La collezione museale testimonia con efficacia lo sviluppo della cultura figurativa meridionale dalla tradizione orientale-bizantina agli influssi giotteschi, martiniani e avignonesi, agli echi della cultura improntata da artisti veneti marchigiani e ferraresi.  Il Cinquecento e  le novità della pittura rinascimentale, espressa al sommo grado dall’arte di Raffaello, sono documentate dall’opera di Andrea Sabatini, i cui dipinti  costituiscono un’ampia sezione del Museo.

La raccolta seicentesca è composta quasi esclusivamente da opere napoletane con un gran  numero di quadri di cultura naturalistica e una piccola componente di cultura barocca- spiega in una nota don Luigi Aversa, direttore del Museo Diocesano San Matteo di Salerno.

Non pochi di questi dipinti hanno trovato posto in studi specialistici  con attribuzioni a pittori  come Filippo Vitale, Juseppe de Ribera, Francesco Guarino, Andrea e Nicola Vaccaio, Giovan Battista Beinaschi e Luca Giordano.

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Scritto da su 30 Aprile 2020. Archviato in In evidenza, Mondo cattolico. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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