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Martedì, 6 Luglio, le lavoratrici e i lavoratori della riabilitazione scenderanno in piazza per uno sciopero regionale

Un monte ore più ampio e settemila euro in meno sullo stipendio a fine anno. Sono le ‘ingiustizie’ che subisce chi lavora per la sanità privata nel campo della riabilitazione.  Cosi martedì, 6 Luglio, le lavoratrici e i lavoratori della riabilitazione scenderanno in piazza per uno sciopero regionale. Uno stop proclamato da FP CGIL e CISL FP che manifesta dopo i ritardi con i quali la Regione Campania sta affrontando la questione dei rimborsi relativi al rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale della Sanità Privata (ad oggi applicato solo da pochissime aziende anche in virtù di tali ritardi) e per la mancata definizione di una seria politica di contrasto al dumping contrattuale.

 

”Oggi nel settore della riabilitazione, dal punto di vista contrattuale c’è tanta confusione, le diverse aziende scelgono tra 7 differenti contratti collettivi quello che preferiscono applicare – spiegano Massimo Imparato responsabile per la Cisl Fp e Marco D’Acunto responsabile per la Cgil Fp – questo comporta una variazione del costo del lavoro fino a quasi il 30% in meno rispetto al CCNL della Sanità Privata con condizioni di lavoro molto differenti che hanno ripercussioni anche sull’attività lavorativa e sui livelli di assistenza. Una modalità che ad oggi crea enormi vantaggi per quelle strutture che applicano contratti collettivi penalizzanti per i lavoratori e peggiorativi della qualità delle prestazioni”.

I sindacalisti fanno sapere anche che lo scorso 4 Maggio le Organizzazioni Sindacali e la Regione avevano sottoscritto un verbale con il quale l’Ente di Palazzo Santa Lucia assumeva impegni a modificare la situazione ed il DCA del 2014 che stabilisce le modalità di costruzione delle tariffe.

”Ma dopo quel verbale nulla si è ancora modificato mentre la Regione Campania ha continuato ad incontrare le associazioni datoriali senza mettere in discussione l’attuale sistema di remunerazione. – concludono D’Acunto e Imparato – Chiediamo con forza, dallo scorso 11 giugno, un incontro con la Regione per definire la risoluzione di entrambe le questioni. Da settimane non riceviamo alcuna risposta è intanto la rabbia dei lavoratori sale: sia di quelli che non si sono visti ancora riconoscere il rinnovo contrattuale della Sanità Privata sia di tutti gli altri ai quali quel CCNL non viene applicato e che guadagnano circa 7.000 euro in meno all’anno dovendo però garantire stessa professionalità e più ore lavorative a settimana”.

 

Per questi motivi i lavoratori di tutto il settore incroceranno le braccia il prossimo 6 Luglio e manifesteranno sotto la sede della Direzione Generale della Tutela della Salute al Centro Direzionale dalle ore 9,30.