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Dal 16 dicembre al Teatro delle Arti a Salerno torna la rassegna “Te voglio bene assaje”

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Se c’è una storia infinita che non invecchia mai è senza dubbio quella del teatro napoletano. Ed è partendo da questa suggestione che Serena Stella ha scelto i titoli dell’edizione 2021 della rassegna teatrale “Te voglio bene asssaje” in programma al Teatro delle Arti. Cinque spettacoli per riaprire i sipari di ieri e oggi in un percorso che tiene conto della visioni artistiche di Viviani, Petito, dei fratelli De Filippo (Eduardo e Peppino), giusto per citare i grandi autori del passato ma anche di Lello Marangio e Lucio Pierri per uno spaccato sui contemporanei.

“Questa edizione la definirei necessaria per una serie di motivi: uno su tutti è quel ritrovarsi a teatro che da sempre scandisce le nostre quotidianità – dice Serena Stella, direttore artistico della rassegna – Stiamo vivendo il tempo del ritorno a teatro che è un riprendere con il sorriso a rivivere quei grandi classici napoletani che hanno formato generazioni di attori e di spettatori”.

Si comincia giovedì 16 dicembre 2021, alle ore 21, con “La fortuna con l’Effe maiuscola”, la commedia in tre atti di Eduardo De Filippo in collaborazione con Armando Curcio. Inserita da Eduardo nella raccolta intitolata “Cantata dei giorni pari” fino al 1962 per essere poi sostituita da “Ditegli sempre di sì”, è senza dubbio un classico. Nelle note di regia Gaetano Stella scrive: “Una commedia dalle due anime che ho cercato di rispettare, una commedia, che ha un enorme carico di dolore individuale, familiare e sociale, ma che strappa risate non ridanciane ma di duro umorismo, quell’ironico divertimento che ci dona la “realtà” quando, paradossalmente supera la fantasia”.

Il secondo titolo in cartellone è “Omaggio a Peppino De Filippo” che sarà proposto il 28 gennaio alle ore 21. Qui Gaetano Stella ha voluto fare un omaggio alla storia del teatro in città, idealmente è tornato indietro di cinquant’anni, precisamente al 25 dicembre del 1971 data del suo debutto sul palco dell’allora “Il Sipario”. Per la scena finale nella quale doveva pronunciare la battuta “la vera galera è la miseria” aveva in braccio due bambini, due gemelli nati l’11 settembre del 1971. Quei bambini, ormai due professionisti del teatro, torneranno in scena al suo fianco. E sono Anna e Roberto Nisivoccia. “Non ho potuto evitare di pensare che cinquant’anni fa debuttai, per la prima volta, al Sipario con il Teatro Popolare Salernitano proprio con questi tre atti unici del grande Peppino De Filippo e l’emozione è stata grande”, scrive Gaetano Stella nel presentare lo spettacolo.

L’11 febbraio, alle ore 21, ci sarà “Nel giallo dipinto di giallo” di Lello Marangio & Lucio Pierri. La regia è di Lucio Pierri. “Nel giallo dipinto di giallo” è il primo tentativo di unire la collaudatissima scrittura di romanzi gialli alla scrittura teatrale comica più moderna. Il pubblico presente in sala diventa spettatore/testimone di una classica pièce teatrale che fa riferimento alla letteratura “giallista” ma con ampissime sfumature comiche che ha l’intenzione di rapire lo spettatore con un articolato caso di alcune misteriose morti violente, ma allo stesso tempo di farlo ridere con battute, gags e situazioni caratteristiche del miglior teatro comico e del cabaret più attuale. Nella fattispecie, in questo atto unico, l’ingegnere Marc Grimaldi viene ammazzato in diretta davanti a tutti, nel ristorante dove sta cenando e dove sta festeggiando un’importante premiazione professionale

Il 18 marzo sarà la volta di “Don Felice in mezzo ai guai” per la regia di Ugo Piastrella. Tratto da una brillantissima pochade francese, in questa trasposizione napoletana, il testo racchiude un grande meccanismo comico ed offre al contempo un’acuta osservazione critica dell’animo umano. La vicenda vede il dottor Felice Sciosciammocca, medico, scienziato e marito fedelissimo, che, per colpa degli effetti delle “pillole d’Ercole”, pastiglie altamente afrodisiache di sua invenzione, si troverà forzosamente ad affrontare in questo fresco e spumeggiante “vaudeville” una serie di incredibili inconvenienti. La regia mette a frutto il ritmo pressante della storia, unitamente ai tempi comici incessanti e perfetti degli interpreti, resi ancora più accattivanti dalla trasposizione in napoletano che offre un linguaggio più immediato e personaggi più caratteristici.

Il 21 aprile chiude la cinquina “‘O vico e Tuledo ‘è notte”, due atti unici di Raffaele Viviani. La regia è di Matteo Salsano. Il lavoro nasce come ‘A notte, con il titolo definitivo e rappresentato per la prima volta al Teatro Umberto di Napoli il 7 ottobre 1918 riscuotendo un enorme successo. Protagonista è il popolo notturno di Via Toledo, un campione d’umanità di pur diverse tipologie, ma saldato insieme dal comune destino di precarietà e di tragica labilità che è proprio del mondo della strada. Viviani si consacra così poeta degli umili, degli ultimi, di tutti coloro che vivono ai margini e con il suo teatro porta in scena i sentimenti di accattoni, meretrici, ruffiani e scippatori. In queste scene dì vita popolare, si vede il Viviani più grande, lo scopritore di una Napoli europea di cui mette a nudo le miserie morali e materiali.

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Scritto da su 9 Dicembre 2021. Archviato in In evidenza, Notizie, Spettacoli. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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